lunes, abril 23, 2007

Carlos Barbarito. Qui e solo senza parlare con nessuno... Versione italiana di Alessandro Prusso

Qui e solo senza parlare con nessuno.
Dal fogliame, è costante l’ albero ombroso.
Il bimbo non si commuove e si perde nell’acqua.
Si spegne, si chiude con il suo segreto.
Per la santità è sufficiente un silenzio spesso.
Per uccidere basta un color ocra o rosso.
Circondano la città, la devastano e la incendiano.
La profondità si divide e la pesca non inizia.
Raccoglieranno fazzoletti lì dove nulla perdura.
Ci sarà, di sicuro, un occhio caduto, e un No, tra il pianto ed il sangue.
Un fumo erroneo, senza fuoco.
Un padre scolpito nel bronzo, eterno ed immobile.
Una calce cinese, un secolo senza il tuo sesso.
L’arco si tende e la freccia scocca.
Si rompe la risposta contro il metallo dell’eco.
Il cuore è incapace, e qualsiasi uccello naufraga.
Un vuoto al quale pieno soltanto di tempo e motori.
Un linguaggio che a volte, soltanto io conosca.
Oppure sia conosciuto da strani animali, i morti.